Marilù Oliva

Biografia

Marilù Oliva
Marilù Oliva, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Per Solferino è uscita “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”, una riscrittura in chiave femminile molto fedele al poema omerico. Con HarperCollins ha pubblicato Le spose sepolte (2018), inaugurando l’avvincente saga della poliziotta Micol Medici, connotata da una mente scientifica ma dotata di un talento: di notte fa dei sogni, cui dà una spiegazione razionale, che le rivelano dettagli preziosi per le indagini. Nel 2019 è uscito Musica sull’abisso. L’autrice ha scritto altri romanzi a sfondo giallo e noir, indagando sui lati oscuri della nostra società e sulle categorie più esposte, da lei definitive “non protette”. Nel 2019 ha co-curato per Zanichelli un’antologia sui Promessi Sposi. Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità, ha realizzato inoltre due antologie patrocinate da Telefono Rosa. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero.

Testi disponibili

Marilù Oliva - Biancaneve nel Novecento
Proposto al Premio Strega 2021
Biancaneve nel Novecento

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza. Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

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