Totò Cascio

Biografia

Totò Cascio

Totò Cascio, all’anagrafe Salvatore Cascio, è nato l’8 novembre 1979 a Palazzo Adriano, in Sicilia, e ha 42 anni. L’attore è divenuto noto in contesto internazionale nel momento in cui, da bambino, ha recitato nel film Nuovo Cinema Paradiso, indiscusso capolavoro di Giuseppe Tornatore. Per il ruolo interpretato, il piccolo artista vinse il British Academy of Film and Television Arts nella categoria attore non protagonista e diventato il più giovane attore a ricevere il riconoscimento.

Sempre da bambino, l’attore ha partecipato al Maurizio Costanzo Show mentre, nei primi anni ’90 del secolo scorso, ha recitato in produzioni importanti dirette da registi come Duccio Tessari e Pupi Avati.

Inoltre, ha inciso un 45 giri insieme a Fabrizio Frizzi, intitolato L’Orso.

Nella sua carriera artistica, l’attore ha recitato nei seguenti film:

Nuovo Cinema Paradiso, regia di Giuseppe Tornatore (1988);
Diceria dell’untore, regia di Beppe Cino (1990);
C’era un castello con 40 cani, regia di Duccio Tessari (1990);
Stanno tutti bene, regia di Giuseppe Tornatore (1990);
Il ricatto 2, regia di Vittorio De Sisti – film TV (1990);
Il mio papà è il Papa, regia di Peter Richardson (1991);
Jackpot, regia di Mario Orfini (1992);
Festival, regia di Pupi Avati (1996);
Il morso del serpente, regia di Luigi Parisi – film TV (1999);
Enzo, domani a Palermo!, regia di Daniele Ciprì e Franco Maresco, (1999);
Padre Speranza, regia di Ruggero Deodato – film TV (2005);
Protagonisti per sempre, regia di Mimmo Verdesca – documentario (2014);
A occhi aperti, regia di Mauro Mancini – cortometraggio (2021).

L’attore, al momento, vive a Palermo ed è molto attivo nella valorizzazione del territorio siciliano. A questo proposito, sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Sono anche imprenditore per valorizzare le eccellenze della mia Sicilia”.

Testi disponibili

La gloria e la prova. Il mio nuovo Cinema Paradiso 2.0
La gloria e la prova. Il mio nuovo Cinema Paradiso 2.0

Salvatore Cascio, detto Totò, è il bambino protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, l’indimenticabile capolavoro di Giuseppe – che lui chiama affettuosamente Peppuccio – Tornatore, vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero quindici anni dopo Amarcord di Fellini. Dopo questo film – che nel ’91 gli procurò anche il prestigioso Premio BAFTA – Totò continuò a lavorare sia con Tornatore (partecipa a “Stanno tutti bene”, con Marcello Mastroianni) che con registi del calibro di Pupi Avati e Duccio Tessari. Tutto ciò fino al 1999, anno in cui firma il suo «ultimo film». Dopo di che, si può dire che Totò Cascio scompare. Perché? Ai giornalisti che lo incalzano non vuole dire la verità, preferendo far credere che il cinema si sia dimenticato di lui. È stata invece una grave malattia – la retinite pigmentosa con edema maculare, che gli ha procurato una perdita progressiva, irreversibile e quasi totale della vista – a farlo rinunciare a quella che era una carriera promettente e radiosa. Oggi, a 42 anni, Totò Cascio ha trovato la forza e la voglia di raccontare la sua esperienza in un libro che è insieme memoir cinematografico e racconto di formazione e di rinascita. Grazie alla sua fede, al suo coraggio e alla consapevolezza acquisita, ora può tornare a vivere una vita degna di essere vissuta ed è questo il suo «Nuovo Cinema Paradiso 2.0», dice scherzando. Così, rinato, lancia un segnale a chi è nella sua condizione: non nascondetevi, anzi imparate ad accettarvi. «Senza accettarsi, ci si porta dentro l’avversario più feroce. Me lo disse anche Andrea Bocelli: “Totò, non è un disonore”. Sono state parole illuminanti». Prefazione di Giuseppe Tornatore. Postfazione di Andrea Bocelli.

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