BIOGRAFIA

GABRIELE CORSI è un attore, showman e conduttore televisivo e radiofonico italiano. Il suo successo arriva come componente del Trio Medusa, terzetto che ha inventato e conduce ogni mattina Chiamate Roma Triuno Triuno, su Radio Deejay. Dopo una laurea in Scienze Politiche e l’Accademia di Arte Drammatica di Roma, si avvia in un importante percorso teatrale. È stato per dieci anni inviato della trasmissione Le Iene. Dal 2016 si dedica sempre più alle conduzioni televisive: Take Me Out su Real Time, Boss in Incognito e Reazione a catena sui canali Rai. Dal 2019 è uno dei volti di punta di Discovery, con Deal with it, Il contadino cerca Moglie e Don’t Forget the Lyrics!. Vincitore di un Telegatto, dal 2021 conduce anche l’European Song Contest. Da anni testimonial della ONG Cesvi, nominato Goodwill Ambassador di Unicef, è spesso impegnato in missioni umanitarie nelle zone più povere del mondo. Ha all’attivo due libri come Trio Medusa.
Tra i suoi titoli, Che bella giornata. Speriamo che non piova (Cairo, 2024), Un uomo da poco (Cairo, 2026).
IL LIBRO
Attenzione. I prezzi indicati sul nostro sito sono suscettibili di variazioni dovute ad aggiornamenti delle case editrici.
UN UOMO DA POCO

- Cairo
- 16,90
- Scoperta di sè stessi | Emozioni
- Edizione 2026
Con una penna agile e uno stile acuto e riflessivo, Corsi esplora tematiche profonde come la dualità dell’animo umano, la complessità dell’etica e pone una domanda universale: fino a che punto possiamo cambiare?
Sei disposto a peggiorare per migliorare la tua vita?
Francesco ha quarantaquattro anni, è divorziato, senza figli, e lavora come impiegato in un’agenzia di comunicazione. A uno sguardo esterno la sua esistenza appare ordinaria, rassicurante, ma quando si osserva dentro con onestà giunge a una conclusione amara: quello che possiede è molto lontano dai suoi sogni giovanili. Mediamente onesto, mediamente sincero – ciò che si definisce una «brava persona» – Francesco non ha costruito la carriera che immaginava, non guadagna quanto ritiene giusto e, soprattutto, non ha ottenuto dalla vita il riconoscimento che sente di meritare. In lui cresce così una stanchezza corrosiva: la fatica di essere sempre stato buono. Da questa consapevolezza nasce una decisione radicale, sceglie deliberatamente di intraprendere un percorso opposto a quello che ha sempre seguito: diventare la peggiore versione di se stesso. Trasformarsi in una «brutta persona». Con l’ostinazione di chi avvia un esperimento scientifico sulla propria esistenza, decide di trasformare la sua gentilezza in durezza, la disponibilità in indifferenza, la correttezza in calcolo. Non aspira più a essere amato né stimato; ciò che cerca è la libertà di infrangere quelle costrizioni morali che per anni lo hanno imprigionato in una gabbia invisibile. Il suo diventa così un viaggio interiore, un tentativo di emanciparsi dall’idea che la bontà sia l’unico modo legittimo di abitare il mondo, e di scoprire se soltanto rinunciandovi sia possibile sentirsi davvero padroni del proprio destino e, forse, finalmente vivi.
Sei disposto a peggiorare per migliorare la tua vita?
Francesco ha quarantaquattro anni, è divorziato, senza figli, e lavora come impiegato in un’agenzia di comunicazione. A uno sguardo esterno la sua esistenza appare ordinaria, rassicurante, ma quando si osserva dentro con onestà giunge a una conclusione amara: quello che possiede è molto lontano dai suoi sogni giovanili. Mediamente onesto, mediamente sincero – ciò che si definisce una «brava persona» – Francesco non ha costruito la carriera che immaginava, non guadagna quanto ritiene giusto e, soprattutto, non ha ottenuto dalla vita il riconoscimento che sente di meritare. In lui cresce così una stanchezza corrosiva: la fatica di essere sempre stato buono. Da questa consapevolezza nasce una decisione radicale, sceglie deliberatamente di intraprendere un percorso opposto a quello che ha sempre seguito: diventare la peggiore versione di se stesso. Trasformarsi in una «brutta persona». Con l’ostinazione di chi avvia un esperimento scientifico sulla propria esistenza, decide di trasformare la sua gentilezza in durezza, la disponibilità in indifferenza, la correttezza in calcolo. Non aspira più a essere amato né stimato; ciò che cerca è la libertà di infrangere quelle costrizioni morali che per anni lo hanno imprigionato in una gabbia invisibile. Il suo diventa così un viaggio interiore, un tentativo di emanciparsi dall’idea che la bontà sia l’unico modo legittimo di abitare il mondo, e di scoprire se soltanto rinunciandovi sia possibile sentirsi davvero padroni del proprio destino e, forse, finalmente vivi.
